La ragazza del bar

Mi chiamo Mauro e ho 28 anni. Ormai è da tempo che, frequento lo stesso locale per i caffè e gli aperitivi. Al bancone c'è Marta. Il locale è di loro proprietà. Ma il capo è suo papà. Marta è una bionda alta circa 1.70, con occhi nocciola, non ha un fisico mozzafiato ma tutto sommato niente male. L età non chiedendogliela mai, presumo che abbia, 23-24 anni. Un giorno della settimana, attorno le tre del pomeriggio mi trovavo a passare in quella zona per questioni legate al lavoro, così mi fermai al bar per un caffè. Come al solito lei era lì dietro al bancone, dentro c'erano poche persone, esattamente quattro senza contare me e Marta. Due giocavano alle slot, le altre leggevano i quotidiani. Quindi ebbi modo di parlare un po. Così scoprii che è single. E tu sei impegnato o no mi disse. Le risposi che ero single da circa un mese. Mi chiese inoltre, se potevo portagli dal magazzino due scatolone delle birre, le risposi nessun problema e così le portai su. Continuando poi il discorso le chiesi se le andava di uscire. Mi disse: dai lasciami il numero di cellulare. Io glielo diedi, ma ero anche convinto che mi avrebbe dato il famoso due di picche. Finché non arrivo una chiamata sul mio telefonino, era un mercoledì. Ciao sai chi sono? No risposi. Come no, non sia chi sono, sono Marta e aggiunse hai impegni per stasera dato che il bar è chiuso, mi chiedevo se stasera potevamo vederci, per uscire qualche oretta a bere qualcosa da qualche parte. Certo le risposi. Così l appuntamento avvenne dopo cena per le nove davanti al suo bar. Decidemmo di andare con la mia auto, durante il tragitto si parlava in quale pub si poteva andare. Ed eccoci davanti al pub scelto, entrammo ci sedemmo, ordinammo, io un cuba, lei una caipirinia alla fragola. La serata stava per concludersi, da li a poco la avrei riaccompagnata. Giunti davanti al suo bar scese, guardò l ora e mi disse, ho le chiavi entriamo un attimo, non me lo feci ripetere. Disattivò l allarme aprì la porta, entrammo a luci spente, richiuse la porta, mi prese per mano e mi porto in magazzino. Li potemmo tenere la luce accesa, ecco ci siamo. Mi tolsi il giubbotto, e così fece anche lei, iniziamo a baciarci. Poi mi tolse magione e maglietta, io feci altrettanto a lei togliendogli pure il reggi seno. Il suo seno stupendo una bella terza, mentre la baciavo la strinsi a me sentivo il suo seno comprimersi sul mio petto. Iniziai a sbottonare i suoi jeans, così fece pure lei com me. Ci sfilammo i pantaloni. Io mi inginocchiai e gli abbassai le mutandine, iniziai a stuzzicare proprio li, mi prese la testa tra le mani e mi spinse la faccia sulla fica bella rasata. Le piaceva proprio essere leccata li. Il mio cazzo pulsava sotto il boxer si stava ingrossando. Con una piccola spinta disse alzati. Lei si inginocchiò, mi abbassò il boxer e... Sorpresa esclamò wow iniziò dolcemente con la lingua, poi iniziò a succhiare come una esperta. Tutti e due eccitati, usammo i vestiti come plaid, lo facemmo in varie posizioni. Al momento della mia eruzione, lo sfilai e le venni sulla pancia. Si ripulì con i tovagliolini di carta. Si era fatta quasi la mezzanotte e mezza, ci rivestimmo, poi ognuno a casa sua.

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04/04/2014 17:07

Michele

A me è capitato una cosa simile anni fa con una collega quasi quasi vela racconto

04/04/2014 17:01

Alfredo

Cavolo mi sa che magari ti aveva già puntato gli occhi a dosso. Però direi eccitante farlo in un magazzino del bar peccato che non ci fosse stato un tavolo o divanetto

04/04/2014 13:20

Maurizio

Storia bellina il mio voto, darei un 7.

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