LA SEGRETARIA INNAMORATA (IV PARTE)

L'aumento di circostanze e occasioni di intimità avevano ormai consolidato in Patrizia la consapevolezza di essere totalmente mia, cominciava a dare sempre meno segni di titubanza alle mie proposte e prendendoci gusto, era lei stessa a cercare momenti trasgressivi e di sottomissione. Il suo abbigliamento era ormai diventato oggetto di forti turbamenti in ufficio, non le facevo mai indossare qualcosa di inadatto ma doveva sempre avere un punto del suo corpo in bella mostra, alternando minigonne inguinali a camicette molto aperte, pantaloni aderentissimi o accessori che attirassero l'attenzione dei maschi. Doveva avere sempre qualcosa che la facesse guardare, doveva sempre sentirsi addosso gli occhi di qualcuno. Una sera le mandai un messaggio dicendole di vestirsi in modo molto casto e anonimo, con suo grande stupore. La mattina dopo notai con piacere un abbigliamento tra lo sportivo e lo sciatto. A metà mattinata la chiamai in ufficio consegnandole uno di quegli ovetti che si infilano tra le cosce, particolarmente stimolante per forma e vibrazione. Glielo spinsi direttamente io in mezzo a quelle belle labbra lisce assicurandomi che potesse rispettare i miei intenti. Passai gran parte della giornata nelle sue vicinanze, azionandolo ogni volta che si creavano situazioni in cui si interfacciava con qualcuno. Che splendida sensazione vederla in difficoltà, rasentare gemiti di piacere mentre parlava con le persone, avere il controllo indiretto e diretto al tempo stesso dei suoi orgasmi...piaceva anche a lei, ormai se non godeva almeno due volte al giorno si sentiva male. Non mancando le occasioni di viaggiare per lavoro, approfittai di una scusa banale per convincere Stefano a farmi accompagnare da Patrizia in un viaggio di lavoro di due giorni a Bologna. L'occasione era veramente ghiotta per calcare la mano su di lei, sfruttando "l'anonimato" in una città che non ci conosceva decisi di organizzare una bella serata in un locale di scambisti in città, assicurandomi che si portasse un abbigliamento idoneo. Dopo il pomeriggio di lavoro, doccia rinfrescante in albergo e pronti per il locale. Patrizia aveva degli stivaletti bassi con un tacco vertiginoso, sicuramente più di 12 cm, un miniabito nero in lattex che a fatica le copriva il culo, ovviamente senza intimo, oltre ad una mascherina tipo catwoman. Come entrammo, gli sguardi degli uomini furono tutti per lei, non passava certo inosservata con quelle belle cosce e con il trucco che si era fatta. Non passarono più di 10 minuti che la portai nella darkroom in compagnia di un'altra coppia e di due uomini oltre a me. Pochi secondi di ambientazione e lei era già in balia degli altri tre uomini mentre io mi spupazzavo l'altra giunonica donna all'interno della stanza. "Ragazzi, cosi non la fate divertire però...a lei piace essere sottomessa e umiliata, legatela a quella gogna" Turbata, acconsentì ma con una certa titubanza. La immobilizzarono mettendola a 90 gradi e cominciarono a scoparsela, uno se la chiavava da dietro e gli altri due si alternavano con i rispettivi cazzi nella sua bocca. Io intanto mi stavo facendo fare un ottimo pompino dalla burrosa ragazza bolognese, che confermava così le doti "oratorie" delle sue concittadine. Dopo alcuni scambi tra i tre porci che la possedevano, uno di loro provò a metterglielo nel culo, con suo repentino scatto di ira per il gesto appena fatto..."NOO...LI NO" urlò con decisione, alchè uno di loro si allontano indispettito dedicandosi al bel culone della donna bolognese che non si tirò di certo indietro. A quel punto mi alzai lasciando i due amanti soli e raggiunsi Patrizia con gli altri due, uno che se la scopava in bocca e quello che se la voleva inculare che ricambiò buco come se nulla fosse. Sussurrai una cosa all'orecchio del tipo che le stava davanti, rise con gusto perchè gli avevo promesso che a breve avrebbe avuto di più. "Che figura mi fai fare?" le dissi serio e adirato, mentre sobbalzava dai colpi che l'animale dietro di lei le stava infliggendo. "Perché...sto facendo quello che vuoi tu....perché mi dici così" mi rispose tra il dispiaciuto e il rassegnato "Cos'è questa storia che il culo no? Non va bene...ti ricordi in ufficio quando ti ci ho messo due dita dentro? Un po' di fastidio...ma poi immenso piacere....no??" "...si....ma no, da lui no, mi fa male e a questo non frega niente di me....." aveva gli occhi lucidi...mi faceva quasi pena. Per questo decisi che.......me la dovevo inculare io. "Ragazzi...un attimo di pazienza, scusate....qualche minuto e poi ritocca a voi" grande risata di tutti e tre. Le girai attorno, lo appoggiai dietro con delicatezza e cominciai ad entrare, piano ma inesorabilmente. Comincio a lamentarsi molto, il che cominciava a darmi fastidio....perciò chiesi ad uno dei due di tapparle la bocca con il cazzo, cosa che non si fece ripetere due volte. Non lo nego...ero eccitatissimo...i colpi si facevano sempre più insistenti e profondi...ero al culmine, mi levai il preservativo e le sborrai nel culo....tanto.....e forte. Appagato e soddisfatto, feci cenno all'altro uomo che intanto la stava sgrillettando di prendere il mio posto "adesso puoi andare....è tutta tua....e non ti dirà di no....ma aspetta che te lo dica io" Non gli sembrava vero a quel panzone di mezza età di potersi inculare per bene una bella fighetta ventenne...se lo menò per bene e mi guardava come un cane in attesa che li lancino il bastone per correre a prenderlo. Andai davanti a lei, mentre l'altro continuava a scoparle la bocca, la guardai con affetto, le feci una carezza in volto e con dolcezza le dissi "brava amore mio...hai visto che è stato bello?? la tua patatina sta grondando di piacere....lo sai che voglio solo cose belle per te....ok cucciola?" era confusa...ma stava davvero godendo. "mmmhhh" bofonchiò lei annuendo con la testa. "Allora, visto che ti piace, chi sono io per negare il tuo piacere?" feci un cenno al panzone che con un colpo secco gli infilò quella turgida cappella prima e tutto il cazzo poi dentro il culo. Stavolta, standole davanti e guardandola, mi resi conto che gli aveva fatto davvero male... urlò, o meglio, tentò di urlare, aveva gli occhi fuori dalle orbite e che lacrimavano senza sosta. Anche se un po' di scrupoli me li stavo facendo, ormai era tardi...quello aveva cominciato con un ritmo forsennato che avrei dovuto sedarlo per farlo smettere. Andarono avanti alcuni minuti e vennero quasi contemporaneamente. Uno le aveva riempito la bocca e la faccia di sperma, l'altro che preferì tirarlo fuori, togliersi il preservativo a annaffiarle la schiena (aveva una schiena molto sexy come molte ragazze magre). Esausti, la liberammo, accompagnandola in bagno per darle una ripulita. Uscimmo dopo circa un'ora dal locale, avevo avuto modo di spiegare ai miei "commensali" che Patrizia era la mia amante-schiava segreta, mi chiesero il numero dicendo che la prossima volta avrebbero voluto incontrarci di nuovo. Arrivammo in albergo, Patrizia era stata messa a dura prova. Non mi disse niente ma era evidente che, orgasmi a parte, non era proprio contentissima della serata. Notando il suo atteggiamento, mi regolai di conseguenza, tanto per rimarcare i ruoli. "Puzzi ancora di sperma, vai a farti una doccia" le dissi lanciando un cuscino per terra "Non ci entri nel letto con l'odore che hai, dormi per terra come le cagne". Uscì dalla doccia, si accovacciò per terra. La guardai per alcuni minuti, mi alzai e mi avvicinai sussurrandole all'orecchio "ti amo...." "Anche io.......tanto" rispose lei, chiudendo gli occhi per dormire. (continua)

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